Accoglienza profughi, approvata la nuova mappa nell’Unione Valle Savio

Giovedì 22 Giugno 2017 - Sarsina
Foto d'archivio

Stabilita la distribuzione territoriale degli 80 posti finora gestiti da soggetti privati: 320 unità il numero massimo previsto sul territorio dei sei Comuni

La Giunta dell’Unione Valle Savio, riunitasi nei giorni scorsi, ha approvato la delibera con la quale si definisce il programma di distribuzione sul territorio dell’Unione stessa degli 80 nuovi posti per l’accoglienza dei profughi. Questa programmazione ha, ovviamente, preso le mosse dalla convenzione sottoscritta l’11 aprile scorso tra la Prefettura di Forlì–Cesena e la Unione dei Comuni, che ha introdotto alcune significative novità, a cominciare dall’aver fissato in 320 unità il numero massimo di posti da destinare all’accoglienza sul territorio dei sei Comuni.  

«Come si ricorderà, già a quella data gli stranieri accolti sul territorio dell’Unione erano 320; di questi, 240 erano ospitati in strutture messe a disposizione dall’Unione, mentre i restanti 80 posti erano garantiti da altri soggetti gestori, in rapporto diretto con la Prefettura - scrivono i sei sindaci in una nota comune -. Inoltre, la stessa convenzione – dando risposta positiva alle nostre ripetute richieste in tal senso – ha stabilito di affidare la gestione dell’intero sistema di accoglienza in capo ai soli Servizi sociali dell’Unione. La delibera che abbiamo approvato rappresenta il primo passo verso l’attuazione concreta di quell’accordo, definendo la distribuzione territoriale degli ottanta nuovi posti messi in capo all’Unione».

Nel dettaglio, si è definito di prevedere 8 posti nel Comune di Bagno di Romagna, 8 posti nel Comune di Mercato Saraceno, 6 posti nel Comune di Sarsina, 8 posti nel Comune di Montiano (che finora non ha accolto profughi) e 50 posti nel Comune di Cesena. Nessun ulteriore posto è stato previsto nel Comune di Verghereto, in considerazione della già elevata percentuale di presenze rispetto alla popolazione.

«Da sottolineare che questa ripartizione ricalca fedelmente la proposta elaborata dalla Commissione Welfare distrettuale, e mira a garantire l’equilibrio territoriale nell’offerta di ospitalità ai profughi, rispettando le percentuali indicate dal Ministero dell’Interno nel rapporto fra popolazione residente e numero profughi accolti. Ora si apre la fase di accreditamento delle strutture necessarie, con l'individuazione dei gestori attraverso percorsi ad evidenza pubblica. Un punto fermo in questo percorso è la previsione di ricorrere esclusivamente a realtà di dimensioni contenute, e comunque mai superiori ai 25 posti. E ai soggetti accreditati si chiederà di garantire, accanto agli indispensabili servizi di accoglienza ed assistenza, anche ai servizi per l’integrazione.
La scelta di ricorrere all’accreditamento, che sarà realizzato in forma partecipata, col contributo attivo dei Soggetti del Terzo Settore, è stata determinata dalla natura stessa dei servizi di accoglienza profughi, che si caratterizzano per gli scopi solidaristici, e richiedono adeguatezza, flessibilità e rapidità di risposta. Ha contribuito a spingerci in questa direzione anche la volontà di mantenere una certa personalizzazione degli interventi, evitando l'eccessiva standardizzazione e, come già ribadito, garantendo l’equilibrio territoriale circa la presenza di profughi - in ciascun Comune».