Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere al Teatro Diego Fabbri di Forlì con "Il Padre"

Mercoledì 6 Dicembre 2017 - Forlì
Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere

Stagione di Prosa: i due noti attori sul palco da giovedì 7 a domenica 10 dicembre, sabato 9 alle 18 appuntamento con "IncontriArtisti"

La Stagione di Prosa del Teatro Diego Fabbri di Forlì prosegue con due personaggi molto amati dal pubblico, Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere, che porteranno sul palco da giovedì 7 a domenica 10 dicembre "Il Padre", coinvolgente ed emozionante pièce di Florian Zeller. La prevendita dello spettacolo "Il padre" è in corso presso la biglietteria diurna (via dall'Aste 18) tutti i giorni dal lunedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30 (info e prenotazioni: tel 0543 712170 e teatrodiegofabbri@comune.forli.fc.it ) e on line sul sito www.teatrodiegofabbri.it .

Anche per la Stagione Teatrale 2017/18, il Teatro Diego Fabbri propone al pubblico i graditi ed apprezzati IncontriArtisti. Attori e compagnie in scena per gli spettacoli di Prosa incontreranno il pubblico nel foyer del teatro. L'incontro sarà condotto da Paolo Gambi, scrittore e giornalista.

In questo caso gli artisti dello spettacolo Il padre incontreranno il pubblico sabato 9 dicembre alle ore 18 nel Foyer del Teatro, in Via dall’Aste 10 (ingresso laterale teatro): entrata libera fino ad esaurimento posti (si consiglia di verificare sul sito, nei giorni dello spettacolo, eventuali comunicazioni e/o cambiamenti motivati da impegni imprevedibili degli artisti).

 

IL PADRE

"Il Padre" debutta nel settembre del 2012 al Hébertot Theatre di Parigi con Robert Hirsch, diretto da Ladislao Chollat, e replica sulle scene francesi fino al 2014 riscuotendo un grandissimo successo. Candidato al prestigioso Prix Molières nel 2014, si aggiudica il premio come miglior spettacolo dell’anno. Viene ripresa nel 2015 Comédie des Champs-Elysées. Nel 2015 l’opera viene adattata per il grande schermo da Philippe Le Guay col titolo “Florida”. E' stato inoltre rappresentato a Londra al Wyndham’s Theatre e al Trycicle Theatre con protagonisti Kenneth Cranham e Claire Skinner; mentre ha debuttato nel marzo 2016 a Broadway al Manhattan Theatre Club con Franck Laugella e con la traduzione del due volte vincitore del “Tony Award”, Christopher Hampton con la regia del premio “Tony Award”, Doug Hughes.

La trama: Andrea è un uomo molto attivo, nonostante la sua età, ma mostra i primi segni di una malattia che potrebbe far pensare al morbo di Alzheimer. Anna, sua figlia, che è molto legata a lui, cerca solo il suo benessere e la sua sicurezza. Ma l’inesorabile avanzare della malattia la spinge a proporgli di stabilirsi nel grande appartamento che condivide con il marito. Lei crede che sia la soluzione migliore per il padre che ha tanto amato e con cui ha condiviso le gioie della vita. Ma le cose non vanno del tutto come previsto: l’uomo si rivela essere un personaggio fantastico, colorato, che non è affatto deciso a rinunciare alla sua indipendenza... La sua progressiva degenerazione getta nella costernazione i familiari, ma la sapiente penna di Zeller riesce a descrivere una situazione che, seppur tragica per la crescente mancanza di comunicazione causata dalla perdita di memoria, viene affrontata con leggerezza e con amara e pungente ironia. Tutto a poco a poco va scomparendo: i punti di riferimento, i ricordi, la felicità della famiglia. La perdita dell’autonomia del padre, Andrea, progredisce a tal punto che Anna è costretta a dover prendere decisioni al suo posto e contro la sua volontà.

La forza di questa pièce consiste nel saper raccontare col sorriso e con ironia, delicatezza e intelligenza, lo spaesamento di un uomo la cui memoria inizia a vacillare e a confondere tempi, luoghi e persone. Con grande abilità l’autore ci conduce a vivere empaticamente le contraddizioni in cui il nostro protagonista incappa, il quale perdendo a poco a poco le sue facoltà logico-analitiche e non riuscendo più a distinguere il reale dall'immaginario, ci coinvolge con grande emozione in questo percorso dolorosamente poetico.