Blocco assunzioni all'Irst di Meldola, la Cgil rompe gli indugi: «Noi aiutiamo chi farà ricorso»

Martedì 2 Maggio 2017 - Meldola
L'Irst di Meldola

Da tempo si attendono 46 professionisti e stabilizzazione del personale precario: «Con una mano si distribuiscono prebende e con l'altra mano si impediscono assunzioni di qualità»

L'Irst di Meldola da troppo tempo aspetta l'assunzione di 46 professionisti indispensabili alla sua attività e la stabilizzazione del personale con oltre 36 mesi di lavoro precario. Così la Cgil di Forlì, «stanca di limitarsi alla denuncia dello sperpero di risorse pubbliche, delle continue lesioni dei diritti di questi operatori e sempre più preoccupata per i disservizi inevitabili che si creano», annuncia il «pieno supporto tecnico ai lavoratori che intendono rivolgersi al Giudice del lavoro per vedersi riconoscere il diritto all'assunzione a tempo indeterminato».

L'Italia, ragiona il sindacato in una nota, è un Paese «non solo strano, ma anche incomprensibile. Con una mano si distribuiscono prebende e con l'altra mano si impediscono assunzioni di qualità».
Nello specifico dell'Istituto romagnolo per la cura in campo oncologico, ricostruisce la Cgil, nel 2014 la Regione Emilia-Romagna con la legge di istituzione dell'Ausl Romagna lo inserisce a pieno titolo nel sistema sanitario regionale, «con l'impegno di sviluppare la rete oncologica romagnola". E «con lo stesso provvedimento, l'azionariato pubblico sale al 70% con la Regione prima azionista, ed assesta l'azionariato privato, che è un privato sociale senza scopo di lucro, al 30%". Il pasticcio lo scorso settembre quando, «a seguito di una legge delega poi dichiarata in parte incostituzionale, il governo emana un decreto che blocca in modo indistinto l'assunzione di personale in tutte le aziende a partecipazione pubblica, in attesa di ulteriori decreti che definiscano quali società saranno soggette al blocco e quali profili professionali possono essere esentati». 

Si blocca così l'assunzione di 46 professionisti selezionati con procedure concorsuali pubbliche, «una ferita profonda ad un Istituto che ha sempre più la necessità, per raggiungere gli obiettivi dati, di reperire ed attirare talenti e professionisti altamente qualificati». Così come la realizzazione del piano occupazionale del 2016 e il completamento degli accordi di stabilizzazione del personale con oltre 36 mesi di lavoro precario. Ora, a sette mesi dall'emanazione del decreto, e dopo «numerose sollecitazioni ad intervenire» Regione e cda Irst «rimangono assolutamente silenti, in attesa di ulteriori provvedimenti governativi». Non però la Cgil.