Imprese, il manifatturiero tira la ripresa economica in provincia di Forlì-Cesena

Martedì 28 Marzo 2017 - Bertinoro, Borghi, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Civitella di Romagna, Dovadola, Forlì, Forlimpopoli, Galeata, Meldola, Modigliana, Portico e San Benedetto, Predappio, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia, Sarsina, Tredozio
Un momento della presentazione del report dell'ufficio Studi della Camera di commercio della Romagna (foto Blaco)

I dati del rapporto dell'ufficio Studi della Camera di commercio della Romagna: boom di start up, in crescita del 55%, male i trasporti

La provincia di Forli'-Cesena chiude un 2016 dal punto di vista economico con un certo ottimismo. Le previsioni indicano infatti un aumento del valore aggiunto per i prossimi anni superiore all'1%. Anche se la ripresa, quando c'e', e' decisamente a macchia di leopardo. Il punto e' stato fatto con la presentazione - lunedì 27 marzo - del report curato dall'ufficio Studi della Camera di commercio della Romagna, nata dalla fusione di Forli'-Cesena e Rimini. Un colosso da quasi 100.000 imprese, con un valore aggiunto di 19,5 miliardi di euro, sparse su oltre 3.240 chilometri quadrati, 55 Comuni e piu' di 730.000 abitanti. 

«Valorizzare questa importante realta', contribuendo a risolverne le criticita' e investendo sui punti di forza, rappresenta una grande sfida ma anche una grande opportunita'», sottolinea il presidente Fabrizio Moretti. La nuova Camera di commercio, aggiunge, rappresenta «una grande occasione di rigenerazione del nostro modello di sviluppo e con l'impegno di tutti sapra' fornire al tessuto imprenditoriale dei nostri territori il supporto necessario», oltre a fornire «un esempio positivo» per le altre Camere che in Regione dovranno intraprendere questo percorso.

Tornando ai dati, nel 2016 il tasso di occupazione si attesta al 68,3%, quello di disoccupazione al 7,5%. Sono state autorizzate circa 4,18 milioni di ore di cassa integrazione, il 30% in meno rispetto al 2015: la Cig ordinaria cresce dell'8%, quella straordinaria si contrae del 13,4%. Il valore aggiunto e' stimato in crescita dell'1,3% rispetto ai 10,7 miliardi di euro del 2015. Commercio, trasporti, turismo e Ict ne generano circa un quarto; l'industria manifatturiera un quinto; le costruzioni il 5,6% e l'agricoltura il 3,5%.

Il valore aggiunto pro capite e' di 27.183 euro, inferiore al dato regionale, 29.554, e superiore a quello nazionale, 24.107. Le localizzazioni attive, 45.429, sono in calo dello 0,6%, ma la provincia si conferma comunque un territorio con «elevata imprenditorialita'», con una impresa ogni 8,7. Bene dal punto di vista numerico "Alloggio e ristorazione", su dello 0,6%, e i "Servizi alle imprese e Ict", 2,1%. Crescono di oltre il 2% anche le imprese condotte da cittadini stranieri. Le imprese artigiane, in calo dell'1,6%, sono 12.196; le start-up innovative 59, in crescita del 55%. Continua il calo in agricoltura, giu' dell'1,5%, con la produzione lorda vendibile stimata a 473 milioni di euro, in flessione del 5%. Il manifatturiero conta 4.669 sedi, giu' dell'1%, ma con perfomance "positive" sostenute da "alimentare", "prodotti in metallo" e "legno". Cosi' la produzione cresce di quasi il 6%, il fatturato del 7%, gli ordini interni del 2% e quelli esteri dell'1,3%. Male invece l'edilizia, come le imprese in calo dell'1,5%, l'occupazione in "forte" difficolta', anche se il volume d'affari risale del 2%. Stazionario il commercio, con le sedi in calo dello 0,4% e le vendite in rialzo dello 0,8%. Soffrono in particolare piccolissime e piccole imprese. 

Sul fronte export, si registra una crescita del 3,3% per un totale di 3,32 miliardi di euro. Territorio positivo anche per le importazioni. In crescita anche arrivi, 3,6%, e presenze, 1,7%. A preoccupare e' soprattutto allora il settore dei trasporti, con le imprese giu' del 2,4%. Territorio negativo anche per il credito, con gli sportelli in calo di quasi il 4%, sebbene la loro la densita' e' ancora superiore rispetto agli altri livelli territoriali. I depositi sono in aumento dell'8% e ammontano in media a 26.000 euro per abitante. Gli impieghi vivi sono in calo del 4,2% ed e' «critico il rapporto sofferenze impieghi», 12,77%. Infine cala anche il numero delle cooperative, 539 in flessione dell'1,6% rispetto al 2015. Per quanto riguarda le previsioni Prometeia sul valore aggiunto, nel 2016 stimano una crescita dell'1,3%, con un trend sostanzialmente costante per 2017, 1%, e 2018, 1,2%.