Intervento innovativo in cardiologia a Forlì con scaffold riassorbibile a rilascio di farmaco

Mercoledì 13 Dicembre 2017 - Forlì
Lo staff della Unità Operativa di Emodinamica di Forlì

Primo caso trattato in Romagna con lo stent in polimero di magnesio. Ancora pochissimi i centri in Italia ad utilizzarlo

La Cardiologia Interventistica ha effettuato passi enormi in questi ultimi anni nel trattamento della malattia aterosclerotica coronarica, basti solo pensare all’angioplastica nell’infarto miocardico acuto che ne ha ridotto la mortalità in modo drastico portandola a meno del 10%. "L’evoluzione tecnologica dei materiali e dei dispositivi medici utilizzati in emodinamica rappresenta un elemento fondamentale per migliorare sempre di più la cura della malattia coronarica - dice Giancarlo Piovaccari, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare della Ausl Romagna - e l’intervento eseguito giovedi scorso nel Laboratorio di Emodinamica della Cardiologia di Forlì, diretta dal dottor Marcello Galvani, rappresenta una conferma che l’innovazione in cardiologia interventistica è imprescindibile per poter garantire risultati e trattamenti fino a pochi anni fa impensabili". 

L’intervento, il primo in Romagna, è stato effettuato dal dottor Fabio Tarantino, responsabile della Unità Operativa di Emodinamica provinciale Forlì-Cesena, che ha utilizzato per la prima volta lo stent in polimero di magnesio completamente riassorbibili a rilascio di farmaco.

"Questi stent – è il dottor Tarantino a parlare - uniscono i vantaggi dello stent tradizionale in termini di capacità di riaprire la coronaria ostruita, ristabilendo così il flusso sanguigno interrotto, al riassorbimento completo dopo il rilascio del farmaco che impedisce la formazione di una nuova ostruzione del punto trattato. La complessità del caso era data dal fatto che si trattava di riscostruire un segmento molto esteso di una coronaria principale di un paziente giovane nella quale l’impianto dei tradizionali stent in lega metallica durevole avrebbe potuto compromettere un eventuale successivo intervento di by-pass coronarico".

L’intervento ha visto l’impianto di tre stent successivi ed è stato effettuato sotto la guida ecografica intracoronarica per garantire la massima sicurezza dell’intervento: questi dispositivi saranno a brevissimo disponibili in tutti i laboratori di emodinamica della regione, in quanto aggiudicati dalla recentissima gara regionale degli stent coronarici. "Entro 12 mesi dall’impianto vengono completamente riassorbiti dalla parete del vaso non lasciando perciò nessun corpo estraneo come per i tradizionali stent medicati in lega metallica e aprono una serie di nuove possibilità di trattamento della patologia coronarica - conclude Tarantino - Come tutte le innovazioni in medicina, ed in particolare nelle specialità interventistiche, anche questo dispositivo richiede per noi clinici una corretta e rigorosa selezione in modo da utilizzare questi dispositivi innovativi, ma costosi, nei casi dove si può effettivamente ottenere il massimo vantaggio per quel paziente trattato. Letto in una logica di ottimizzazione ed efficienza delle risorse, si traduce anche per la Cardiologia Interventistica in cure sempre più "personalizzate" per il tipo di patologia ed il paziente trattato".