Istituto Romagnolo Tumori, secondo il Csm non c'è incompatibilità per il presidente Renato Balduzzi

Giovedì 9 Novembre 2017 - Meldola
La sede dell'Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori (foto d'archivio)

Può rimanere al suo posto l'ex ministro della Salute, consigliere laico del Consiglio superiore della Magistratura, che sulla questione però si divide

"Non sono ravvisabili motivi di incompatibilità tra la carica di presidente del Consiglio di amministrazione dell'Irst e quella di consigliere del Csm": con questa motivazione - come riporta l'agenzia Ansa - il plenum del Consiglio superiore della Magistratura ha stabilito che uno dei suoi consiglieri laici, l'ex ministro della Salute Renato Balduzzi, può rimanere al suo posto, nonostante non si sia mai dimesso dall'incarico di presidente dell'Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori e la legge che ha istituito il Consiglio superiore vieti ai componenti eletti dal Parlamento di far parte dei consigli di amministrazione di società commerciali.

Il punto, secondo la maggioranza dei consiglieri, è che a seguito di modifiche del suo statuto l'Irst "sia configurabile piuttosto che come una società commerciale, come una struttura associativa con finalità di interesse pubblico", considerato il "ruolo che l'istituto ricopre nell'assistenza sanitaria e nella ricerca scientifica".

La decisione non è stata comunque indolore: due i voti contrari e tre astensioni, tra cui quella del primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio, e il testo delle delibera è passato solo dopo una sostanziosa riscrittura. A sollevare il caso era stato il togato di Magistratura Indipendente Luca Forteleoni, che ha votato contro la delibera assieme al collega Lorenzo Pontecorvo.

"La mia non è una crociata contro Balduzzi, ma un richiamo al rispetto delle regole e della trasparenza", aveva detto il consigliere, chiedendo un approfondimento perchè si tratta di "una clinica il cui bilancio contiene voci pregnanti, con forniture di farmaci per milioni di euro". Un'esigenza avvertita anche dal primo presidente della Cassazione: "la legge istitutiva del Csm sul punto è trachant: il consigliere del Csm non può far parte del Consiglio di amministrazione di società commerciali. Va rispettata nella sua letteralità e può essere superata con un'interpretazione più larga solo a condizione di sapere esattamente quali sono i compiti del presidente di un Consiglio di amministrazione", aveva detto, chiedendo una lettura attenta dello Statuto dell'Irst.