M5S Forlì: "Caro sindaco, perchè quel mancato controllo sulla laurea della neoassunta?"

Sabato 6 Gennaio 2018 - Forlì

I consiglieri comunali pentastellati Daniele Vergini e Simone Benini incalzano il primo cittadino di Forlì chiedendo spiegazioni sui criteri dell'ultima assunzione nel suo ufficio di gabinetto

Non si allenta la morsa del Movimento 5 Stelle di Forlì sul sindaco Davide Drei dopo le polemiche scatenate dall'assunzione di Giovanna Prati nell'ufficio di gabinetto del primo cittadino, dopo avere mentito sul conseguimento della laurea, uno dei requisiti necessari richiesti per assolvere a quel compito. Un caso, scaturito dalla segnalazione dei consiglieri pentastellati, che ha indotto il Comune a fare retromarcia, e la Prati a dimettersi.

E in un comunicato stampa, i consiglieri comunali del M5S Daniele Vergini e Simone Benini ricostruiscono gli eventi in ordine cronologico:

"1) il 16/12/2017 il M5S denuncia pubblicamente l'assunzione "anomala" nel gabinetto del sindaco di Giovanna Prati, nominata in modo diretto dal sindaco Davide Drei specificandone l'inquadramento e quindi la retribuzione, la signora era candidata nel 2014 nella lista "Noi Forlivesi" di Centro Destra, contro lo stesso Drei.

2) Il sindaco Drei in data 19/12/2017 dichiara alla Stampa: "Per quanto riguarda la scelta dei collaboratori che ho più vicini, nello svolgimento della mia attività di Sindaco, viste le illazioni di ipotetici "inciuci", lo ammetto, sono colpevole, non ho mai chiesto se e quali tessere di partito avessero, ma ho cercato di prediligere la professionalità, l'etica e la fiducia.

3) Il 28/12/2017 il M5S si reca negli uffici per verificare che la signora Prati avesse effettivamente una laurea, gli uffici ci mostrano un'autocertificazione che riporta semplicemente la scritta "laurea Bologna 1994", sostentendo che non spetta a loro controllare.

4) In data 5/1/2017 si apprende che la Prati si è dimessa (o forse è stata fatta dimettere?) perchè aveva dichiarato una laurea inesistente".

Sulla base dello sviluppo di questa vicenda. i consiglieri pentastellati si rivolgono direttamente al primo cittadino di Forlì, evidenziando che "di fiducia da parte sua ce n’è stata sicuramente tanta e sicuramente mal riposta", e chiedendo di conoscere "sulla base di quale professionalità ed etica lei ha omesso di fare verifiche sulla laurea, richiesta per legge per il tipo di inquadramento da lei specificamente richiesto per quel ruolo, secondo noi la tessera di partito della signora l'ha vista molto bene, ma doveva guardare meglio il titolo di studio!".

E poi l'affondo finale dei consiglieri pentastellati: "Un Sindaco che nomina in base al “manuale Cencelli”, e per di più nomina persone senza le qualifiche dovute per Legge è un Sindaco che non fa bene il suo lavoro, disonora le Istituzioni e meriterebbe solo di andare a casa, ma solo dopo aver chiesto scusa all'intera cittadinanza!".