Migranti: 80% dei profughi che vivono nella Valle del Savio impegnati nel ripulire le aree verdi

Giovedì 15 Giugno 2017 - Sarsina
Alcuni dei profughi impegnati nella pulizia delle aree verdi cittadine a Cesena

Le attività riguardano i Comuni di Verghereto (ad Alfero), Bagno di Romagna, Sarsina, Mercato Saraceno e Cesena. Il sindaco Lucchi: «Così si aiuta a diffondere meglio le ragioni dell'accoglienza»

Cesena circa l'80% dei profughi che vivono nel territorio della Valle da Savio sono attivi in progetti per ripulire le aree verdi della città. Si chiama "Attiviamoci per Cesena" ed è un percorso, che da tempo coinvolge nello svolgimento di lavoretti di piccola utilità sia i profughi temporaneamente accolti che altri cittadini residenti. Le attività riguardano i Comuni di Verghereto (località Alfero), Bagno di Romagna, Sarsina, Mercato Saraceno e Cesena

Nel capoluogo, in particolare, l'attività di volontariato è coordinata e gestita per conto del comune dall'Asp valle Savio, in collaborazione con la cooperativa Team Service. I 40 ragazzi mediamente coinvolti sono impegnati nella pulizia del parco per Fabio, del parco di Serravalle, del Piazzale antistante l'Abbazia del Monte, dei giardini "Vittime delle foibe" e "Vincenzo Muccioli" e della pista ciclabile di Via Savio.

La Confraternita di Misericordia Valle del Savio segue e impegna 31 profughi nella pulizia di diverse aree verdi e dei bordi lungo le strade nelle frazioni di Borello e San Vittore. Ancora, l'associazione Arci Solidarietà segue e impegna 22 profughi nella pulizia dei giardini di via Lucania e del percorso pedonale di Via delle Scalette. Altri interventi di pulizia ad opera dei profughi accolti dall'Associazione Papa Giovanni XXIII a Cesena nel Quartiere Cervese Nord sono in preparazione.
I Servizi sociali dell'Unione Valle del Savio, in collaborazione con gli enti Non Profit coinvolti nell'accoglienza, mettono a disposizione le attrezzature e le dotazioni strumentali e di sicurezza.

«L'accoglienza dei profughi - commentano il sindaco Paolo Lucchi e l'assessore ai servizi per le persone Simona Benedetti - è una attività complessa, umanamente irrinunciabile ma certamente difficile da portare avanti. Siamo convinti, però, che progetti come questo ci aiutino molto a diffondere meglio le ragioni dell'accoglienza, accompagnandole al meglio fra i cesenati».

I giovani accolti sono generalmente ben disponibili «e accettano con positività l'idea di restituire qualcosa alla città che li sta ospitando. Riuscendo anche a trascorrere con maggiore dignità il tempo che hanno a disposizione». L'auspicio, concludono sindaco ed assessore, «è che le occasioni di incontro nei parchi fra richiedenti protezione e cittadini si trasformino anche in capacità di ascolto e di reciproca relazione, per il bene di tutti».