Piano del commercio: Forlì tenta il rilancio con una variante urbanistica

Mercoledì 13 Dicembre 2017 - Forlì
L'assessore all'Urbanistica, Francesca Gardini, mentre illustra la variante a Poe e Rue per rilanciare il commercio

Dare nuova linfa al settore del commercio e in particolare alle strutture medie, sia del centro storico che dei borghi. Il Comune di Forlì ci prova con una variante agli strumenti urbanistici, Poc e Rue, che, dopo esser stata illustrata alla stampa. approda in commissione, per poi essere discussa e votata dal Consiglio comunale nella seduta del 19 dicembre. Si da' cosi' slancio, spiega ai cronisti il sindaco Davide Drei, al Piano del commercio, intervenendo sulle strutture di vendita, in base a un "lavoro che va avanti da tempo", coinvolgendo piu' assessorati. 

"Era uno degli obiettivi del mandato", sottolinea entrando nello specifico della variante la titolare dell'Urbanistica, Francesca Gardini. Tre le finalita', spiega, "promuovere la riqualificazione urbana e il recupero del patrimonio edilizio storico; dare ordine e razionalita' all'assetto del territorio; tutelare la salute e l'ambiente urbano". Cosi' dalle 463 aree vigenti previste a uso commerciale si passa a 97, di cui una frutto delle osservazioni alla variante presentate, 34 in totale, di cui 12 accolte, due accolte parzialmente, 19 respinte e una ritirata. Delle 97, 27 sono medio-grandi, superficie di 2.500 metri quadrati e 70 medio-piccole, 1.500 metri quadrati.
Tre per alimentari medio grandi: l'ex centrale avicola di proprieta' della Regione, "ora dismessa potra' riattivarsi" con una superficie di vendita di 2.500 metri quadrati per alimentare e non alimentare. Da Viale Aldo Moro si attende l'asta pubblica.
La seconda sono "I Portici", centro commerciale vicino alla stazione dei treni, con l'obiettivo di rilanciarlo attraverso un'area da 2.500 metri quadrati per due strutture di cui una alimentare. Saranno necessari un piano di valorizzazione commerciale e un progetto edilizio.

Infine l'area Ronco, dove "non c'e' niente di costruito ma c'e' un piano" messo in campo da Cia-Conad. La variante, prosegue l'assessore, conferma le 10 aree commerciali del polo dei Pieveacquedotto, per il quale due osservazioni presentate per aumentare la superficie di vendita di oltre la meta' faranno incassare al Comune 1,25 milioni di euro che andranno in opere per il centro storico. In particolare si pensa alla riqualificaizone dei corsi della Repubblica e Mazzini.
Nel polo, anche se non ancora previsto e la competenza e' regionale, potrebbe sorgere anche un nuovo multisala. A questo tesoretto si aggiungono monetizzazioni per 830.000 euro circa; opere compensative per 1,312 milioni; e un anticipo di oneri per 422.000 euro. Dunque la variante, tira le fila Gardini, non prevede nuove aree, ma "amplia la superficie di vendita convertendo le destinazioni d'uso", riconoscendo incentivi importanti in modo da recuperare i contenitori storici dismessi.
Non solo. "Oltre a regolamentare e incentivare le aree commerciali, c'e' anche una nuova strategia del verde", con percorsi pedonali e ciclabili per collegare il centro storico e le periferie nell'ambito del parco urbano. Senza dimenticare, conclude l'assessore, che si va incontro allo spirito della nuova legge regionale sull'Urbanistica per il consumo zero del suolo.