Processo a Matteo Cagnoni: parlano il fratello e l'amica del cuore di Giulia Ballestri, la vittima

Venerdì 3 Novembre 2017
Matteo Cagnoni accusato dell'assassinio della moglie

Terza lunga e intensa giornata al processo di Ravenna per il brutale assassinio della giovane donna

Prima il fratello di Giulia Ballestri, Guido, che da un anno ormai è il tutore dei tre bambini orfani della madre. Poi l'amica del cuore Elisabetta "Betta" Amicizia. Un legame nato quando Betta e Giulia avevano appena 15 anni e che negli anni è andato via via rinsaldandosi. Oggi - venerdì 3 novembre - terza udienza del processo al dermatologo Matteo Cagnoni accusato dell’omicidio della moglie Giulia Ballestri avvenuto nel settembre del 2016: nell’aula della Corte d’Assise di Ravenna cominciano a sfilare i primi testimoni. In realtà avrebbero dovuto deporre in giornata anche il nuovo compagno di Giulia Ballestri, Stefano Bezzi, e il commissario di Polizia Stefano Bandini. Entrambi saranno invece sentiti nella prossima udienza fissata per venerdì 10 novembre, alle 9.30. 

 

GUIDO, IL FRATELLO

I tempi infatti si sono allungati, complice il fitto fuoco di fila di domande a cui sono stati sottoposti il fratello della vittima e la sua migliore amica, che sono stati oggetto anche di numerose contestazioni da parte dei difensori di Cagnoni, contestazioni tese a trovare crepe e contraddizioni nelle affermazioni di due testimoni chiave del processo a sostegno delle tesi dell'accusa. Il che ha indotto il Presidente della Corte Corrado Schiaretti a chiudere la seduta dopo le 18 con un invito bipartisan rivolto sia al Pubblico Ministero Cristina D’Aniello sia ai legali della difesa e delle parti civili a non uscire dal seminato. Ma andiamo con ordine.

Il processo inizia alle 9,30 circa di stamane davanti ad un pubblico numeroso. Assenti fotografi, telecamere e cineoperatori che, come è noto, non potranno filmare o registrare le varie fasi del dibattimento. In apertura di udienza viene affidata al perito Giuseppe Capezzera la trascrizione delle intercettazioni telefoniche: venerdì 1 dicembre dovrà tornare in aula per riferire.

La testimonianza di Guido Ballestri - il primo teste - inizia una manciata di minuti prima delle 10. Quella di Elisabetta Amicizia poco dopo le tre del pomeriggio. Prima le domande del Pm, poi quelle delle parti civili e infine quelle della difesa. Le due testimonianze hanno l’obiettivo di ricostruire le ultime giornate di Giulia, ma soprattutto il suo rapporto con il marito Matteo Cagnoni che anche oggi ha assistito all’udienza seduto vicino ai suoi difensori, gli avvocati Giovanni Trombini e Francesco Dalaiti del foro di Bologna, con la consueta espressione impenetrabile stampata sulla faccia, anche se il professionista, soprattutto in occasione della testimonianza dell’amica della moglie, perde in un’occasione il suo aplomb. Si comincia da quella maledetta domenica, quella del 18 settembre iniziata con Guido Ballestri che si reca in Questura nel primo pomeriggio per denunciare che Giulia è scomparsa - sono due giorni che non riesce a mettersi in contatto con lei - e che finirà con la scoperta del corpo martoriato e senza vita di sua sorella nella villa abbandonata di proprietà dei Cagnoni in via Padre Genocchi, vicino ai giardini pubblici di Ravenna.

Si prosegue con Guido che deve dare la notizia dell’omicidio di Giulia ai genitori e con il fermo di Cagnoni mentre lui sta facendo la sua deposizione in Questura. Poi si va avanti andando a ritroso nei giorni immediatamente precedenti, nelle settimane, nei mesi per ricostruire il rapporto problematico di Giulia con Matteo. Guido in alcuni momenti si commuove e dice più volte che non avrebbe mai pensato che una tragedia simile potesse accadere. Rispondendo alle domande del Pm, Guido Ballestri racconta che il suo ultimo contatto con la sorella risale al 15 settembre 2016, giorno in cui il figlio più piccolo della vittima fa il compleanno. Il giorno dopo le invia un messaggio su WhatsApp, ma lei non gli risponde. Guido non si preoccupa: magari, pensa fra sé e sé, lo farà domani.

Ma poi arrivano le telefonate di Elisabetta Amicizia e di Stefano Bezzi: anche loro stanno cercando Giulia e non riescono a mettersi in contatto con lei. In particolare il nuovo compagno avrebbe dovuto incontrarla e non riesce neppure a parlarle al cellulare. Per entrambi la cosa è molto strana. La madre di Giulia telefona a Firenze a casa degli suoceri. Lì si trovano Matteo Cagnoni e i figli, ma Giulia non c’è. Le prime ricerche sono nell’abitazione di via Giordano Bruno dove vivono Giulia Ballestri e Matteo Cagnoni, dove la polizia entra dopo che i vigili del fuoco hanno tagliato la porta blindata. Poi si spostano nella casa al mare, a Marina Romea, grazie ad un mazzo di chiavi trovato nel garage dell’appartamento di Ravenna. È il padre di Giulia che dice di andare a vedere anche nella villa abbandonata vicino ai giardini pubblici: Giulia e Matteo avrebbero dovuto recarsi per fotografare un quadro per il quale quest’ultimo aveva trovato un acquirente.

“L’idea di andare insieme è di Cagnoni o di Giulia Ballestri?”, chiede il Pm. “Sicuramente – risponde Guido Ballestri – mia sorella non avrebbe avuto alcun problema ad andare da sola, al contrario di Matteo Cagnoni”. A questo punto il fratello della vittima rivela un particolare curioso: Cagnoni diceva che la villa era infestata da inquietanti presenze. Mentre accade tutto questo, Matteo Cagnoni come si diceva è a Firenze insieme ai tre figli nella casa dei genitori e non sembra particolarmente preoccupato. Inizialmente dice a Guido Ballestri: “Sarà con Bezzi”, e lui gli risponde: “Ti posso assicurare che non è con lui”.

Molte delle domande ad entrambi i testimoni insistono sulla relazione coniugale della vittima con il suo presunto assassino. Quello fra Giulia Ballestri e Matteo Cagnoni è un matrimonio in crisi da un paio d’anni, ma il fratello apprende che la sorella vuole lasciare il marito solo nel maggio del 2016. Guido racconta che Giulia non lo sopportava più. Che lo trovava “ossessivo, opprimente, accentratore”. Proprio su questo aspetto della personalità di Cagnoni le testimonianze del fratello Guido e dell’amica del cuore Elisabetta Amicizia coincidono.

 

BETTA, L'AMICA DEL CUORE

Racconta quest’ultima: “Era già un anno mezzo che Giulia era scontenta del loro rapporto. Forse la differenza d’età cominciava a farsi sentire. Si era resa conto che Matteo decideva un po’ tutto della loro vita. All’inizio lei non lo voleva, ma lui le stava molto addosso”. Ed ancora: “Matteo doveva sapere dov’era la Giulia sempre. Controllava anche il tempo che rimaneva in bagno”.

Quando Giulia confida nel gennaio del 2016 al marito l’intenzione di separarsi, quest’ultimo attribuisce il tutto ad un momento di depressione, la costringe ad andare da uno psicologo e poi a fare insieme a lui una terapia di coppia, la costringe persino a prendere degli antidepressivi. La fa anche seguire ed arriva a scoprire la sua relazione che rivela nel corso di un incontro con i genitori di lei al quale si reca insieme al padre.

Il Pm chiede ad Elisabetta Amicizia se ha avuto la sensazione che Giulia avesse paura che Cagnoni potesse farle del male fisico. Lei racconta allora che in agosto l’amica le aveva confidato che il marito le aveva chiesto di avere le chiavi di una cassaforte dove lui custodiva una pistola e che Giulia non aveva voluto dargliele. Molte domande riguardano i rapporti intimi della coppia, ma i processi purtroppo sono così: nelle aule di giustizia non si è ancora trovato il modo di rispettare il dolore dei vivi e la dignità dei morti. La prossima udienza venerdì 10 novembre.

A cura di Ro. Em.