Regione Emilia-Romagna blocca a scopo cautelativo le uova di alcuni allevamenti avicoli

Giovedì 24 Agosto 2017

Blocco della commercializzazione a scopo cautelativo per alcuni allevamenti avicoli dell'Emilia-Romagna dai quali provengono - oltre che da due allevamenti in altre regioni - le uova sgusciate liquide, vendute in Calabria, su cui sono state rinvenute tracce di Fipronil, anche se in percentuali che gli esperti giudicano molto al di sotto della soglia di tossicità. La decisione, come riporta l'Ansa, in attesa dell'esito degli esami di laboratorio, è stata presa dalla Regione ER dopo una segnalazione, nell'ambito del Piano nazionale di controllo del Ministero della Salute. 

Questa mattina gli assessori regionali alle Politiche per la salute Sergio Venturi e all'agricoltura Simona Caselli hanno annunciato il provvedimento in occasione di un incontro con Assoavi e Unaitalia, due delle principali associazioni di produttori del settore.

"È un'iniziativa che abbiamo adottato mettendo in atto il principio di massima precauzione a tutela della salute pubblica, ma anche di una filiera che rappresenta in Emilia-Romagna una punta di eccellenza", hanno spiegato all'Ansa gli assessori regionali Venturi e Caselli. Gli assessori, nel sottolineare come quello avicolo emiliano-romagnolo sia un settore da sempre sottoposto a controlli rigorosi dalla produzione alla commercializzazione, hanno spiegato come il provvedimento di oggi "garantirà nell'immediato che tutte le produzioni sospette siano ritirate o non immesse nel mercato, in attesa nei prossimi giorni degli accertamenti laboratoristici da parte della sede di Brescia dell'Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell'Emilia-Romagna".

Positivo il giudizio degli assessori sulla volontà delle Associazioni di dotarsi di rigidi protocolli di autocontrollo da applicare a tutti gli associati, al fine di controllare capillarmente tutta la filiera produttiva. "Noi come Regione - spiegano Venturi e Caselli - saremo inflessibili nell'esigere comportamenti corretti, perché non si scherza e non si fa profitto sulla salute dei consumatori. Qualora emergessero o si evidenziassero problemi, oltre a segnalarlo agli organi competenti, deve essere immediatamente bloccata la commercializzazione dei prodotti sospetti, in attesa degli accertamenti".

 

I nomi degli allevamenti interessati non sono stati resi noti.