Scuola, per la distribuzione nelle classi degli studenti stranieri Rimini al primo posto in regione

Mercoledì 18 Ottobre 2017
Foto di repertorio

Nell'anno scolastico 2017-2018 solo il 4% di classi composte da "troppi" stranieri, 76 su 1.915 totali, quando la media è del 13%. Le vicine Forlì-Cesena e Ravenna si assestano intorno al 9%

Sulla distribuzione nelle classi degli studenti non stranieri, Rimini docet in Emilia-Romagna. Infatti negli ultimi tre anni le scuole del Comune e della provincia hanno "costantemente" avuto i "migliori rapporti". La conferma arriva dall'ultimo report pubblicato dall'Ufficio scolastico regionale che analizza la presenza e l'incidenza delle sezioni e classi in deroga, vale a dire dove si supera il limite del 30% di alunni con cittadinanza non italiana nelle scuole statali d'infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo livello. 

Dunque nell'anno scolastico 2017-2018 Rimini risulta all'ultimo posto della graduatoria regionale con solo il 4% di classi composte da "troppi" stranieri, 76 classi su 1.915 totali, quando la media e' del 13%.
Le vicine Forli'-Cesena e Ravenna si assestano intorno al 9%. Piu' nello specifico, la distribuzione piu' equilibrata si registra nelle secondarie di secondo grado, 0,6%; e a seguire secondarie di primo grado, 3,1%; primarie, 6,1%; infanzia, 10,2%. Tutte le richieste di deroga sono state accettate. 


Rimini fa anche meglio dello scorso anno e, in "netta controtendenza" rispetto il quadro regionale, diminuisce le classi in deroga del 5%, passando dalle 80 del 2016-2017 alle 76 di quest'anno.
Come sottolinea l'amministrazione, "Rimini viene premiata da una concomitanza di ragioni", tra cui un'incidenza inferiore di minori stranieri, 12% nella fascia zero-18, contro il 16% di Ravenna o il 14% di Forli'-Cesena. Certo "non e' ancora sufficiente a spiegare distacchi cosi' evidenti, giustificabili anche perche' la distribuzione dei minori stranieri nelle classi riminesi e' piu' diffusa e quindi articolata meglio rispetto agli altri territori, sicche' l'esigenza della richiesta della deroga e' minima".

Insomma, concludono da Palazzo Garampi, si riesce a mettere in atto una "distribuzione piu' omogenea che, evitando i picchi di concentrazione, sicuramente ha un effetto migliore sulla capacita' di integrazione tra studenti italiani e stranieri".